Archivio di Dicembre 2007
Schopenhauer
Domenica 16 Dicembre 2007di Pietro Gavagnin
(…)
Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E’ la vita mortale.
(…)
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.
da G.LEOPARDI, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
Certezza e verità. Cartesio e il senso comune.
Venerdì 14 Dicembre 2007di Pietro Gavagnin

Infatti, poiché ora mi è noto che gli stessi corpi non sono percepiti propriamente dai sensi, o dalla facoltà dell’immaginazione, ma rappresentati dal solo intelletto, e non vengono percepiti per il fatto che sono toccati o veduti, ma soltanto per il fatto che sono compresi, conosco apertamente che nulla può essere rappresentato da me in maniera più facile ed evidente della mia mente.
CARTESIO, Meditazioni Metafisiche, 2
Hegel e l’infinito
Venerdì 14 Dicembre 2007di Pietro Gavagnin
Un punto di vista fondamentale del pensiero hegeliano è quello di intendere la verità non come Sostanza fissa e immutabile, ma come Soggetto, come Spirito, cioè come attività, processo, automovimento.
Per Hegel lo Spirito si autogenera, generando a un tempo la propria determinazione e superandola completamente: lo Spirito è infinito perché si attua e si realizza sempre come infinito che pone e insieme supera il finito.
REALE - ANTISERI, Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi, Ed. La Scuola, Brescia
Prolegomeni all’Idealismo
Giovedì 13 Dicembre 2007di Pietro Gavagnin
Maimon, pseud. di Salomon ben Josua, 1754-1800, giudica contraddittorio il concetto di “cosa in sé” e critica in particolare lo sviluppo datone da Reinhold. Supporre una cosa in sé come origine materiale delle rappresentazioni e una coscienza assoluta come principio della forma del conoscere significa ricadere nel dogmatismo.
da Enciclopedia Garzanti di Filosofia

