La IV crociata

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Nessuno di loro possedeva una flotta con il numero di navi che immaginavano sarebbe stato necessario, e dunque nominarono sei fiduciari per negoziare a Venezia il nolo di navi per il trasporto truppe: tra questi, Goffredo di Villehardouin. Fu una scelta obbligata, poiché solo a Venezia esistevano la manodopera, le risorse e le competenze necessarie per costruire e armare una grande flotta in breve tempo. I delegati furono ricevuti dal doge Enrico Dandolo, un uomo vecchio, secondo alcuni più che ottantenne, ma non per questo meno vivace e che aveva una vasta esperienza in politica e in diplomazia. Il doge si dichiarò disposto ad aiutare i crociati, ma i termini e le condizioni del contributo veneziano dovevano essere fissati chiaramente nella forma di un contratto vincolante. (da Treccani.it)